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Il mercato del lavoro online

Con Mattia Losi, direttore editoriale di Carriera24 de "Il Sole 24 Ore", analizziamo i cambiamenti nel lavoro introdotti da Internet, sia dal punto di vista della ricerca sia dal punto di vista delle opportunità

Tra le caratteristiche che vengono richieste dal lavoratore all'azienda, si richiede un nome, un gruppo forte alle spalle e solide infrastrutture: requisiti che sono sempre stati cercati dai lavoratori della "old economy". È un segno dei tempi?

Può sembrare un paradosso, ma in realtà è così. In questo momento gli andamenti di Borsa hanno defocalizzato la questione facendo vedere il settore non più dal punto di vista industriale, ma attraverso la lente di ingrandimento della Borsa: credo sia assolutamente sbagliato.

Quali sono i parametri che un lavoratore deve considerare per valutare l'offerta di lavoro?

Innanzi tutto, bisogna capire fino a che punto le strategie dell'azienda che in quel momento ti sta chiedendo di andare a lavorare, sono applicabili con delle basi reali; in secondo luogo, bisogna capire con che gruppo ti chiederanno di lavorare perché soprattutto nella net economy difficilmente si è "battitore libero", si deve collaborare all'interno di un gruppo; il terzo aspetto da considerare, è sicuramente la solidità dell'azienda, la possibilità di implementare le strategie in un periodo sufficientemente lungo tanto da ottenere dei risultati.

Nei lavori della new economy in Italia, come in diversi paesi del mondo, c'è la rincorsa alle competenze e spesso questo comporta addirittura che si cerchino lavoratori all'estero. Accade così che un'azienda licenzi del personale per poi assumerne di nuovo, più "tecnologicamente qualificato". Non sarebbe più proficuo aggiornare le competenze professionali del personale esistente? Qual è il tuo punto di vista in proposito?

Dal mio punto di vista, se si tratta semplicemente di eliminare i lavoratori più anziani, è sbagliato perché ritengo che ci sia un patrimonio di conoscenza anche negli ultracinquantenni assolutamente da tutelare e da conservare proprio come patrimonio aziendale. È anche vero che molto spesso il desiderio di svecchiare alcune posizioni si concilia benissimo con il desiderio per alcune persone di andare in pensione qualche anno prima. Credo che si debba utilizzare un buon bilanciamento: un cinquantenne è assolutamente in grado di imparare ad utilizzare le nuove tecnologie.

Il problema della ricerca di personale qualificato in Italia è risolvibile all'interno del nostro Paese o dovremo importare personale dall'estero?

In questa fase, credo assolutamente che dovremo importare operatori qualificati anche noi dall'estero, come stanno facendo gli altri paesi europei. Si tratta di un problema ovviamente non solo italiano, ma europeo e in generale di tutto il mondo occidentale: credo che ci vogliano alcuni anni ancora per la riconversione di tutta la nostra parte di istruzione per formare persone che davvero possano inserirsi nel mondo del lavoro con facilità.

Fino a qualche anno, o forse anche qualche mese fa, le stock options erano viste come uno dei fattori chiave per legare i dipendenti ad una azienda. Adesso invece pare che questa opzione contrattuale sia diventata una sorta di boomerang.

Non credo che in questo momento particolare le stock options possano essere un boomerang: lo sono stato negli ultimi 12 mesi, mentre adesso potrebbero diventare di nuovo interessanti considerato che più o meno le Borse hanno toccato il fondo, per cui ora ci si può aspettare una ripresa.

Come mai, a differenza degli USA, per decenni le stock options non sono state introdotte in Italia?

In Italia, sono state introdotte molto più tardi rispetto agli Stati Uniti perché noi avevamo un mercato borsistico completamente diverso e anche una mentalità diversa nell'andare in Borsa. L'opzione sulle stock options si può offrire nel momento in cui le aziende sono quasi tutte o in buona parte sul mercato e utilizzano la Borsa come sistema di finanziamento. Da noi, i meccanismi sono stati per lungo tempo molto differenti, per cui anche le stock options da questo punto di vista avevano poco senso.

Si parla di filosofia dell'"Employer Branding" per definire la necessità da parte delle aziende di studiare strategie di marketing per la ricerca e la fidelizzazione non più del cliente ma della sua stessa forza lavoro.

Si tratta di quello che una volta si chiamava "orgoglio di appartenenza aziendale". È un aspetto importante perché il lavoratore deve avere la sensazione di lavorare per un'azienda che oltre a dargli lo stipendio a fine mese, gli dia qualcosa di più, cioè un senso di orgoglio e di appartenenza che altrove non avrebbe.

Esistono numerosi siti Internet che offrono servizi di domanda/offerta di lavoro: quali sono i termini di valutazione dei curriculum invitati via Internet? è meglio spedirli via Internet?

Sicuramente Internet è un mezzo più affidabile. Sostanzialmente coloro che ricevono migliaia di curriculum possono gestire meglio migliaia di file che migliaia di pezzi di carta: la consultazione dei CV è molto più facile e rapida perché è possibile effettuare una ricerca in un database, sulla base di alcuni parametri specifici richiesti. Ad esempio, noi abbiamo già circa ventimila curriculum inseriti nel nostro portale e ne arrivano centinaia tutti i giorni con profili medio-alti. Sulla base dell'esperienza del "Sole 24 Ore" posso assolutamente affermare che è molto più valido mandare i CV attraverso Internet che non mandarlo via carta come si faceva una volta.

C'è competizione tra i siti dedicata all'intermediazione tra domanda e offerta di lavoro?

Esiste assolutamente una forte competizione, esattamente come c'era tra le aziende tradizionali che svolgevano questa attività indipendentemente da Internet. Tra l'altro i siti che offrono servizi di questo tipo sono diventati davvero parecchi.

In cosa differenziano questi siti? Cosa bisogna offrire in più rispetto agli altri per vincere la competizione?

Nel nostro caso, offriamo un target medio-alto molto mirato: da un lato, possiamo assicurare chi cerca lavoro che tutte le aziende principali consultano il nostro portale, dall'altro possiamo garantire alle aziende che tutte le persone che lasciano il curriculum all'interno del nostro portale presentano dei profili di elevata qualità.

Avete un riscontro positivo di quanti hanno trovato realmente lavoro?

È difficile conoscere l'esito dell'intermediazione per questioni di privacy. Comunque ci arrivano dei segnali positivi: alcuni ci avvisano di come sono andate le cose magari ringraziando attraverso un email.

Il Sole 24 Ore 
Carriera24