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Se l'Astrofisico è connesso…

Grazie al "Progetto Antartide", gli studenti di 50 scuole romane hanno vissuto l'Antartide attraverso Internet. In collegamento con loro, il prof. Giorgio Dall'Oglio, astrofisico presso l'Università Roma 3

Con le nuove tecnologie si aprono possibilità un tempo impensabili per l'insegnamento. È quello che è accaduto col progetto Antartide, a cui ha partecipato il professor Giorgio Dall'Oglio, astrofisico. "La possibilità di coprire l'intero pianeta, la possibilità di mettersi in comunicazione e ricevere in prima persona, in diretta, le impressioni delle persone che sono impegnate nella loro attività in luoghi così lontani, è un orizzonte assai più ampio di quanto rappresenti la didattica convenzionale svolta in classe sui libri. Quando io studiavo non c'erano, purtroppo, tutte queste possibilità, anche se ho incominciato a sognarle quando si sono rese disponibili in qualche forma. Oggi le ritengo estremamente interessanti. Tra l'altro, vedo finalmente i bambini fare qualcosa di diverso dal convenzionale, apprendendo molto più agevolmente attraverso l'uso, non soltanto degli occhi e delle orecchie, ma anche di tutti i sensi".

Quante volte è stato in Antartide?

Ho avuto occasione di recarmi in Antartide 11 volte per installare e condurre osservazioni su telescopi astronomici. Siamo in tutto una decina, tra astronomi e astrofisici, a svolgere la nostra attività al Polo Sud. Non siamo numerosissimi.

Qual è il vantaggio di andare in Antartide?

Le condizioni di osservabilità sono decisamente migliori di quanto non si verifichi in altre parti del pianeta. Questo è il motivo che ci ha indotti ad installare uno strumento abbastanza sofisticato a Terra Nova, una sorta di Banana Beach, un luogo benedetto dal cielo dove il sole splende frequentemente. Dal nostro punto di vista, però, è interessante recarci sull'altro lato antartico, sopra i 3000 metri di quota, dove le condizioni sono più difficili, ma assai più interessanti per noi astrofisici.

Dal suo punto di vista, come ha vissuto l'esperienza con gli studenti?

Io personalmente, ero in contatto con gli studenti di scuola superiore. Abbiamo cercato di comunicare, ma le condizioni di disabilità del satellite non ci ha consentito di effettuare una videoconferenza e le risposte sono state date per posta elettronica.

Che genere di domande fanno i ragazzi da casa quando parlano con gli scienziati sul posto?

Ovviamente sono interessati a sapere perché ci si reca così lontano per svolgere la propria attività e le risposte sono molteplici: vuoi per conoscenza del pianeta, del particolare continente che rappresenta l'Antartide, vuoi per esperienze particolari che sono legate al fatto che soltanto lì, ad esempio, si possono osservate alcuni fenomeni.