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A Ted, una risposta per ogni esigenza didattica

Intervista a Roberto Urbani, segretario generale della Fiera di Genova dove si terrà il TED


Il TED è una manifestazione rivolta prevalentemente agli insegnanti?

E' una manifestazione rivolta agli insegnanti, intesi come operatori professionali. Si tratta, quindi, di una manifestazione specialistica dedicata a loro: in Italia ci sono 800mila insegnanti, distribuiti in circa 18 mila istituti scolastici di vario ordine e grado.

Vi aspettate una presenza di massa?

La percentuale di insegnanti che hanno già un coinvolgimento importante con le problematiche dell'Information Technology, del Web e della multimedialità, nella didattica non è altissima, anche se sta diventando un tema premente e importante. Ci aspettiamo, quindi, una presenza rilevante di diverse migliaia di operatori.

Come avete strutturato la manifestazione?

La manifestazione è costruita su diversi momenti: c'è un momento istituzionale e scientifico importante, organizzato dal MPI e dal CNR, che consiste in un grosso convegno sulla discussione di questi temi molto evolutivi. C'è, poi, una parte espositiva classica di prodotti e una parte importante in cui l'evento fieristico, che si svolge intorno al convegno, diventa sostanzialmente, un momento sperimentale, vale a dire un momento di presa di contatto con le nuove tecnologie, il luogo delle tecnoaule dove sarà possibile per gli operatori e gli insegnanti più o meno a contatto con questi problemi, di sedersi, provare, discutere, valutare criticamente gli strumenti che oggi l'industria offre per sostenere l'attività didattica e per farla evolvere.

Un po' di teoria e un po' di pratica.

L'approccio hands on, cioè toccare con mano, credo, sia fondamentale in questo settore. Si parla genericamente di scuola, ma in realtà le problematiche sono molto diverse nei vari segmenti disciplinari. In campo scientifico, l'utilizzo degli strumenti informatici per la matematica o per la fisica, è di data più antica, ma c'è oggi un offerta crescente ed evolutiva per tutti settori. Altro differenziale è l'età: un conto è parlare ad un bambino, un conto è ragionare in una classe del liceo sulle tematiche del Web.

Quali sono le grandi differenze nelle tecnologie didattiche rivolte alle elementari e ai licei?

Dal mio punto di vista, cioè di colui che organizza la fiera, indubbiamente percepisco che lo spazio potenziale di applicazione è molto vasto e si suddivide in tanti sottotemi e tante problematiche: pensate, ad esempio, a quanto sia specifico il problema dell'insegnamento della musica a cui qualche risposta verrà data al TED; oppure le problematiche specifiche dell'handicap, dove tecnologie nuove possono aiutare a superare barriere e possibilità educative del tutto nuove e importanti.

La grande innovazione nella scuola è forse la Rete, che permette di collaborare con paesi anche lontani?

Questo è uno dei temi più evolutivi, che è al centro dello spazio della fiera chiamato E-Learning. Lo scambio di conoscenza come industria, tra l'altro, è un tema globale molto importante. La scuola italiana si affaccia a tutto questo: il TED offrirà la possibilità di dibattere, vedere e prendere contatto con questi aspetti proprio nell'area Webscuola, una finestra su ciò oggi viene offerto.

Esiste però una certa diffidenza nei confronti dell'innovazione tecnologica nella scuola. Come la affrontate dal vostro punto di vista?

E' una delle riflessioni che ci ha fatto muovere in questo settore, con un prodotto fieristico nuovo, perché il percorso didattico è molto legato ad una specifica professionalità: indubbiamente possono esserci resistenze o barriere, ma anche fenomeni di assorbimento progressivo di nuove tecnologie di nuova cultura che preme su tutta la società. Tutti gli studenti sono molto in avanti su cosa vuol dire navigare sul Web, ma questo deve corrispondere ad un percorso didattico corretto. Questo è il problema che analizzano e discutono gli specialisti a Genova..