De Mauro: multimedialità fin dalla scuola di base
L'uso didattico delle tecnologie informatiche
migliora l'apprendimento, per questo ha un ruolo di tutto rilievo
nella nuova riforma dei cicli scolastici. Il ministro della pubblica
istruzione Tullio De Mauro illustra bilancio e prospettive del
Programma di sviluppo delle tecnologie didattiche.
Nel 1997 il suo predecessore, il ministro Berlinguer,
lancio' un Piano quadriennale; ci puo' dire quali sono stati i
risultati tangibili di questo Piano?
Per quanto riguarda gli studenti esiste ormai una diffusa
familiarità all'uso delle tecnologie multimediali. Il grande
problema era formare un numero adeguato di docenti: sono 400.000 su
650.000 i docenti italiani che sono passati formalmente, attraverso
corsi di familiarizzazione, all'uso didattico delle tecnologie
multimediali e informatiche. Questo si riflette nella pratica
didattica e nell'ulteriore perfezionamento del livello di
preparazione degli studenti in tutte le materie perché questi
strumenti si rivelano altamente produttivi per migliorare i processi
di apprendimento. Per questi corsi sono stati spesi, in questi 4
anni, 750 miliardi e sono 200. 000 i nuovi computer entrati nelle
scuole; ormai tutte le scuole sono collegate in rete via intranet e
questo e' uno strumento molto importante per far circolare
informazioni, proposte, progetti…
Esiste un problema di alfabettizzazione per gli insegnanti?
Sono circa 350.000 i docenti che devono ancora passare attraverso
un corso di formazione ma nei prossimi mesi generalizzeremo
l'accesso al patentino informatico per tutti i docenti come un
elemento costitutivo della loro carriera. Questo lavoro va avanti
come va avanti la scoperta ormai generalizzata della potenzialità
enorme di informazione e formazione in servizio che e` garantita
dall'accesso in rete, per esempio, ai documenti sui piani di offerta
formativa italiani ed europei che sono messi a disposizione dalla
Biblioteca di documentazione pedagogica. Queste conoscenze sono
riversate dai docenti nelle attività multimediali delle scuole.
Secondo lei e` giusto introdurre un corso di informatica
durante il quale i ragazzi possano sperimentare direttamente in
classe l'approccio all'informatica?
Nel riordino dei cicli sono previsti laboratori in cui i gruppi
classe si ricompongono proprio su attivita` di assimilazione delle
tecnologie informatiche e multimediali fin dalla scuola di base. Ma
questa e` una realta` gia` in tantissime scuole ; io stesso ho
conosciuto delle realtà dove i ragazzi piu` esperti lavorano con i
piu` piccoli, talora della scuola dell'infanzia, nell`addestramento
alle tecnologie informatiche. Per quanto riguarda quei docenti che
ancora non sono passati attraverso un corso di formazione adeguata,
voglio ricordare che nella Finanziaria sono stanziati un numero
cospicuo di miliardi (150) da spendere quest`anno per il
completamento della formazione dei docenti all`uso didattico delle
tecnologie informatiche.
Lei e` un linguista: ha qualche preclusione nei confronti
dell`inglese, del linguaggio tecnologico?
Insegneremo in tutte le scuole una lingua straniera; i bambini
l`anno prossimo troveranno l`insegnamento dell`inglese o di un`altra
lingua comunitaria e al quinto anno della scuola di base parte la
seconda lingua. L`inglese ha una posizione di ragionato privilegio,
come il miliardo e mezzo di persone che nel mondo parlano questa
lingua ci suggerisce.
I ragazzi cosiddetti "difficili" sembrano ritrovare
entusiasmo e voglia di studiare: come pensate di sfruttare questo
nuovo canale di comunicazione?
Lo stiamo gia` sfruttando, nel senso che c`e` un progetto
speciale per gli insegnanti che hanno ragazzi in queste condizioni;
c`e' anche un sito attivo presso il Ministero proprio per fornire
materiale e indicazioni a questi insegnanti. La strumentazione
tecnologica avanzata si e` sempre rivelata molto importante per
aiutare proprio gli alunni che per tante ragioni, anche di origine
sociale e culturale.
|