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Trentin: "La Rete favorisce l'apprendimento collaborativo"

Intervista all'ingegnere Guglielmo Trentin, ricercatore all'Istituto di Tecnologie Didattiche del CNR. Al TED è il coordinatore di una sessione del convegno TED su Telematica e Cooperazione Educativa

Quali sono i temi che tratterete nell'ambito del Convegno TED?

R: Nello specifico, per quanto riguarda la "Telematica e la Cooperazione Educativa", parleremo di come le reti possono essere utilizzate nella didattica a supporto di processi basati su strategia dell'apprendimento collaborativo, sia dove gli attori principali sono gli studenti, quindi in attività che riguardano la costruzione collaborativa di elaborati e lo studio relativamente a determinati argomenti disciplinari, sia la collaborazione tra docenti. Quindi, parleremo della telematica, della Rete come strumento per attivare delle vere e proprie comunità di pratica professionale, dove i docenti possono mantenere i contatti e condividere tutte gli aspetti positivi e problematici della loro professione.

Attualmente è un settore in forte espansione?

La strategia collaborativa è la strategia principe degli utilizzi della telematica nella didattica. Noi vediamo la telematica spesso come potente strumento per la diffusione di informazione, ma dal punto di vista didattico le strategie di apprendimento collaborativo sono quelle più interessanti che finora hanno dati dei risultati ottimali.

Al TED si parlerà anche della formazione a distanza. Lei ha collaborato ad alcuni progetti come POLARIS, APOGEO 2000 e MEDEA, ce ne può parlare?

Sono tutti e tre progetti che riguardano lo studio e la sperimentazione di un modello particolare di formazione a distanza, detto di terza generazione. Si tratta, in sostanza, di una formazione a distanza basata sull'uso intensivo di risorse di comunicazione interpersonale e quindi basata attraverso l'attivazione di vere e proprie aule virtuali dove i docenti interagiscono studiano collaborativamente e approfondiscono gli argomenti di studio.

I docenti, non gli studenti.

Esattamente. Sono tutte e tre progetti orientati alla formazione in servizio dei docenti

Lei crede che l'Italia sia al passo con altri progetti esteri?

Dal punto di visto quantitativo, le esperienze sono ancora abbastanza limitate. Dal punto di vista qualitativo, direi, che ce la stiamo giocando bene.

Prospettive per il futuro?

Bisognerà, almeno dal mio punto di vista, insistere in questo tipo di approccio, cioè usare le risorse di rete come strumento prevalentemente per attivare strategie di apprendimento collaborativo e fortemente interattivo.