Clicca su oggi in TV


Duemilio, l'umorismo interattivo

Stefano Disegni, disegnatore satirico e autore televisivo, ci racconta in anteprima il suo esperimento "Duemilio", un gioco interattivo a fumetti online. Ed ecco come cambia il fumetto con Internet…

Com'è nata l'idea di realizzare un gioco interattivo a fumetti come "Duemilio"?

L'idea è nata con una società di giovani appassionati di Internet. L'idea è di far nascere un bimbo in un computer, le cui avventure si snodano online. I navigatori, però, non devono semplicemente seguire le avventure della nascita e crescita di Duemilio, ma sono anche coinvolti nel decidere della sua vita: ad esempio, se è bianco, cinese o laziale, se battezzarlo o meno, se fargli frequentare la scuola pubblica e privata, collegando queste scelte alle problematiche della vita, facendo satira di costume. Si tratta in pratica di un gioco interattivo: nasce il bambino nel tuo computer e da quel giorno, se decidi di accettare il gioco, lo allevi con tutte le decisioni che ciò comporta.

Si agisce, quindi, su un doppio livello, uno umoristico l'altro di riflessione.

Ci siamo avventurati sul terreno dello scherzo. Le avventure sono raccontate sottoforma di fumetto realizzato su Internet con animazioni in Flash, però ci sono link sulle situazioni che riguardano i ragazzi, l'Italia di oggi e tutto ciò che significa far crescere un figlio nei nostri tempi, come noi genitori ben sappiamo.

Disegni al computer?

No, disegno a mano, però disegno pensando online. Non penso ad una gabbia di carta stampata, ma a tutte le possibilità che l'online e il computer possono offrire.

Come cambia la tua creatività?

Cambia molto perché Internet offre delle possibilità in più, enormi. Intanto, , come dicevo, c'è una maggiore libertà da gabbia grafica: in un giornale, una pagina ha determinate misure che bisogna rispettare. Con Internet è diverso perché puoi fare le vignette di tutte le forme, con possibilità espressive enormi: si possono fare in diretta o si può adottare il meccanismo dell'interattività con il pubblico, decidendo di non chiudere i finali, mentre sarà il navigatore a decidere il finale da dare alla tua vignetta, come accade per le storie di "Duemilio".

Cosa cambia, invece, a livello editoriale?

Per quanto riguarda il settore editoriale puro, il passaggio dalla carta stampata ad Internet avviene purtroppo in peggio: c'è una crisi abbastanza devastante della carta stampata a fumetti, sia per i costi sia soprattutto perché gli albi a fumetti sono stati sopravanzati dalle potenzialità dei nuovi mezzi, Internet per primo. Per quanto riguarda le pubblicazioni sui quotidiani, il contesto è diverso. Il fumetto satirico, in questo caso, viene ospitato dentro una testata giornalistica, ma per le testate fumettistiche credo si possa parlare di una certa crisi perché lo scontro è impari e le potenzialità che offre Internet o altri mezzi multimediali, è a detrimento della carta.

Nell'ambito pubblicitario, si ricorre molto di più all'umorismo che alla satira?

Il meccanismo pubblicitario adotta più l'umorismo. Occorre fare differenza tra satira e umorismo: l'umorismo è a 360 gradi, mentre la satira ha una tesi, cioè è più mirata. Nella satira si usano tutti i mezzi dell'umorismo per un obiettivo, mentre l'umorismo è in un certo senso più libero.