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I videogiochi d'autore

Le professionalità ci sono e le idee pure. Mancano gli editori. Ma il mercato dei videogiochi rappresenta un settore molto profittevole, forse più del cinema e della discografia. Lo afferma Fabrizio Vigliasindi, amministratore delegato della Microïds Italia, presente sul nostro territorio da due anni.

L'Italia è un po' in ritardo nel settore della produzione dei videogiochi. Come mai?

Perché sono mancati gli editori che sono la fonte principale del finanziamento delle idee: un bravo artista ha bisogno dei finanziamenti per poter realizzare la propria idea.

Quali sono per un editore gli stimoli a investire in questa attività?

 Soprattutto il fatto che l'idea sia forte, come nel cinema, e il fatto che sia valida a livello internazionale.

Quanto può garantire, in termini di cifre, un'attività del genere a chi voglia investirvi del denaro?

I ritorni sono molto forti. I videogiochi, come profittabilità, sono superiori rispetto al mondo del cinema e dell'industria discografica. Naturalmente gli investimenti sono anche molto vicini a quelli necessari per realizzare un buon film, quindi i costi di produzione sono sicuramente elevati. Teniamo conto del fatto che dal 1999 l'industria dei videogame ha superato come volume di affari l'industria cinematografica mondiale.

Puoi fornirci un dato relativo al fatturato della Microïds?

Microïds Italia, così come Microïds Mondo, sta viaggiando negli ultimi 4 anni, a ritmi di crescita dell'80% annuo e questo è anche un indicatore di come sta funzionando l'industria nel settore dei videogiochi.

Cosa sta facendo Microïds nella realizzazione dei videogiochi d'autore?

Tutta la nostra filosofia è basata sul videogioco d'autore. Abbiamo cominciato anche in Italia i primi sviluppi finanziando un progetto affascinante con il disegnatore Eleuteri Serpieri, autore di "Druuna", un famoso personaggio italiano del mondo dei fumetti.

Come si realizza un videogioco d'autore?

Un videogioco d'autore, come un buon film o un buon libro, deve partire da un buon soggetto: richiede tanto lavoro sulla carta, la creazione di uno storyboard, lo studio dei personaggi e degli scenari e, infine, la scrittura completa della storia.

Esistono in Italia validi disegnatori e ideatori?

Moltissimi. Ma c'è una grandissima ricchezza e un grandissimo patrimonio che è ancora tutto da sviluppare. Sono sicuro che l'ingresso in Italia degli editori come noi, che siamo presenti sul territorio da due anni e molti altri che arriveranno, darà vita a molte nuove professionalità in questo settore.

I videogiochi sono considerati ancora da alcuni dei prodotti di puro intrattenimento, ritieni che coinvolgendo scrittori e artisti, come voi già fate, sia possibile dimostrare che si possono realizzare prodotti di intrattenimento ad alto livello contenutistico?

Queste problematiche sono retaggi del passato. Il videogioco, negli ultimi 20 anni (così tanti anni ha questa industria), è cambiato moltissimo. Oggi è veramente un prodotto totalmente diverso dal passato. Il problema è che nell'immaginario collettivo il videogioco continua ad essere percepito come puro e semplice sfogo di riflessi e di velocità. Non è più cosi. Si tratta, al contrario, della narrazione di storie.