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Internet e fantascienza: un matrimonio riuscito

Il caso di Mariano Equizzi, giovane regista, che sperimenta le risorse artistiche e divulgative offerte dalla Rete

Di Wanda Marra

Internet è non solo uno degli argomenti preferiti dalla fantascienza, ma anche il luogo privilegiato dove questo genere viene diffuso, punto di incontro per discussioni e dibattiti.

La massiccia presenza della fantascienza in Rete è la testimonianza più diretta dell'interazione tra forma e contenuti che caratterizza questo genere, tra l'oggetto del racconto e il contenitore stesso di tale racconto. D'altra parte, nella letteratura cyberpunk il plot è solitamente costruito intorno a un sistema che domina le vite della gente comune, sia esso un governo oppressivo, un gruppo rappresentativo di corporazioni o di religioni fondamentaliste. Tali sistemi sono tenuti in piedi da alcune tecnologie, che arrivano fino a modificare il corpo stesso degli esseri umani. Dapprima intesa come una semplice branca della fantascienza legata alle teorie speculative sullo sviluppo dell'informatica e dei computer, il cyberpunk (parola coniata da Gardner Dozois, editor della Isaac Asimov Science Fiction Magazine, che vuole far coesistere in un unico termine le componenti cibernetiche della nuova rivoluzione industriale con l'attività trasgressiva delle ideologie punk) acquista improvvisamente una sua piena autonomia e un nutrito schieramento di appassionati in tutto il mondo, esprimendosi come qualcosa di molto vicino alle tendenze sociali del secolo e alle angoscianti problematiche che attanagliano l'individuo contemporaneo. La letteratura cyberpunk nasce ufficialmente nel 1984, sulla spinta del successo tributato al romanzo Neuromante dello scrittore William Gibson (Editrice Nord, Milano). Accanto a Gibson, il maggior esponente di questa corrente è Bruce Sterling, che nel suo romanzo Isole nella Rete descrive un mondo dominato dalle multinazionali e dalla Rete, un complesso sistema telematico che gestisce tutte le informazioni ed è il perno dell'economia e della politica globali.

"Internet è l'esatta manifestazione fantascientifica del trasferimento di comunicazione: tutto ciò che si era scritto nella fantascienza degli anni sessanta e settanta su quello che sarebbe diventata la comunicazione è realmente accaduto. I codici del web design sono codici di comunicazione che già gli scrittori di fantascienza avevano narrato". Ad affermarlo è Mariano Equizzi, giovane regista italiano di film di fantascienza, che, influenzato dalla narrativa cyberpunk, ha utilizzato e continua ad usare le risorse sia artistiche che divulgative offerte dalla Rete.

Grazie alla diffusione in Rete, Mariano Equizzi è riuscito ad imporre il suo lavoro. Sono visibili online due suoi film indipendenti, Syrena e Agentz. Syrena racconta una Apocalisse determinata da sistemi di controllo che si considerano a prova di Dio; come in tutta la narrativa Cyberpunk vi si parla di innesti elettronici sul corpo e sulla personalità umani, fino a fondere realismo e onirismo in un'unica creazione. AgentZ esplora un territorio dove computer graphic, cinema surreale, techno industrial, fanta pop, e una serie di elementi presi da altri generi si contaminano tra loro e racconta di due crudeli esecutori della volontà dell'Arcivescovo del Controllo, un'intelligenza artificiale predisposta per il controllo di comportamenti anti-sociali.

Mariano Equizzi racconta: "la cosa che mi interessava di più era non solo mettere su schermo questi contenuti fantascientifici particolari, ma dar loro spazio dove gli interessi della comunità di fantascienza hanno luogo, cioè in Rete". Infatti, come lo stesso regista sottolinea, ormai le riviste che mettono insieme gli appassionati sono quasi tutte in Rete.

Se la Rete è stata per il giovane regista italiano prima di tutto un modo per farsi conoscere, le potenzialità offerte da Internet hanno determinato un passo successivo nella sua carriera. Equizzi ha progettato New Order, una web serie di fantascienza ambientata in una realtà bizzarra a metà fra The Avengers, il mondo di Dick e gli scenari ironici di Terry Gilliam, realizzata per Interact tv. New Order si compone di dieci puntate di 4 minuti ciascuna, ognuna affidata ad uno scrittore diverso. Gli scrittori si passano di mano una puntata dopo l'altra e sulla base di alcuni personaggi e di uno scenario prestabiliti possono far accadere quello che vogliono; neanche il finale è deciso in anticipo: "l'esperimento New Order parte da un concept di base: la fruizione della Rete è imprevedibile. Quando vai in web surfing non sai dove arrivi, non sai cosa trovi, non sai in quali formati sono i materiali. L'imprevedibilità è la vera legge di Internet. Il caso di New Order segue il concetto di imprevedibilità e narrazione in senso stretto e intende dare al pubblico della Rete un contenuto di intrattenimento peculiare alla Rete".

Il mezzo, dunque, può trasformare il contenuto, anche per il cinema. Un prodotto concepito per la Rete e uno realizzato per il cinema hanno, infatti, caratteri completamente diversi: "L'audiovisivo classico ha dei codici linguistici ed estetici tradizionali, che devono potersi innestare in un contesto generalista. Internet ha delle caratteristiche del tutto diverse, di imprevedibilità, difficoltà di connessione, comunicazione multilivello che il cinema non possiede".

Ma le possibilità di sperimentare nuove forme di espressione in Rete arrivano anche al mondo dell'editoria. È lo stesso Equizzi a presentare www.ntxt.it come "un esperimento di editoria elettronica in Rete, consapevole di che tipo di fruizione è la Rete". Il progetto The Next Text consiste in un trasferimento-espansione del testo in Internet consapevole dei mezzi tecnologici della Rete e del fatto che questi sono penetrati nell'immaginario dei websurfers. Next Text intende creare degli N-book ( Next Book) che mostrino il testo come uno degli attori della convergenza mediale al pari degli altri, ponendolo in uno scenario dove sono attivi videodesign, grafica vettoriale ed elaborazione delle immagini. Senza snaturare l'esperienza tradizionale della lettura, si costruisce attorno al testo una struttura di contenuti visivi-sonori non invadenti. Lo scopo di Next Text è di creare un vivaio di scrittori in grado di pensare alla Rete e ai suoi strumenti di produzione di contenuto come ad una nuova macchina da scrivere dove non vi sono solo i tasti con lettere.

E già adesso sono online degli esperimenti condotti dallo stesso Equizzi su testi di Ballard.