Roma, 8 Giugno 2001
Ore 17:15
stampa
chiudi

Causa contro i videogiochi violenti

I genitori dei bambini uccisi durante la sparatoria alla scuola Columbine di Denver nell’aprile del ‘99 hanno intentato una causa multimiliardaria contro i produttori di videogiochi violenti, che reputano responsabili di aver inspirato il massacro durante il quale morirono 15 studenti, tra i quali i 2 che lanciarono l’attacco. Sono state chiamate in causa la Eidos, che distribuisce il popolare gioco "Tomb Raider", e altre società come la ID software, la Paramount, la Sega, la Sony e la Virgin Interactive. I genitori delle vittime sostengono che gli inventori di quei giochi “sapevano o dovevano sapere che sarebbe derivata una violenza indotta dall’uso dei loro prodotti e materiali". (Wam)