Roma, 4 Giugno 2001
Ore 18:0
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Vaticano, no alla confessione online

Internet per la Chiesa e' "un meraviglioso strumento per l'evangelizzazione e il servizio pastorale" ma la rete non puo' essere utilizzata per la confessione, che "deve essere sempre fatta nel contesto sacramentale dell'incontro personale". Ad anticipare la condanna della "confessione on line" che sara' contenuta nel prossimo documento della Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali e 'l'arcivescovo John P.Foley, presidente del Dicastero. "Internet - sostiene mons. Foley in una nota diffusa oggi dal Servizio per l'Informazione Religiosa - offre alla Chiesa l'opportunita' di rendere accessibile in tutto il mondo il messaggio salvifico di Cristo". Cosi', ad esempio, "nelle societa' che non permettono la presenza di preti, suore,religiosi o laici missionari, Internet puo' offrire alle persone che intraprendono una ricerca spirituale, o anche ai semplici curiosi, una possibilita' per ottenere delle informazioni o per avere una ispirazione altrimenti impossibile". Internet, soprattutto, offre "opportunita' per il dialogo,per dare delle risposte e fornire dei consigli pastorali". Come tutti i mezzi di comunicazione, dunque, "sono piu' le opportunita' per il bene che le tentazioni per il male".Insomma, il giudizio morale su Internet "dipende da come lo si usa". Tra i problemi mons. Foley indica "l'invasione della privacy, la distribuzione di materiale pornografico" o forme di dipendenze diffuse soprattutto tra i giovani, che "spesso trascorrono ore di fronte allo schermo del loro computer in cerca di una distrazione senza fine". (AGI)