Roma, 22 Marzo 2001
Ore 12:30
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Nilo Valley, lavori in corso

L’anno scorso la Tunisia, quest’anno l’Egitto: la seconda edizione di Smau Comm Mediterraneo ha come paese partner la terra che fu dei faraoni e che oggi è una realtà di luci e ombre, di persistente arretratezza e di grandi prospettive. Sono 400mila le persone che dispongono di un collegamento a Internet e 2 milioni 300mila gli utenti di telefonia cellulare, clienti di due compagnie, e questi dati sono in costante crescita. “Abbiamo fatto notevoli progressi a livello macroeconomico” – sostiene Nabim Massour, consigliere del ministero dell’Economia egiziano – “e stiamo affrontando la questione dello sviluppo tecnologico”. “Il governo” – prosegue – “ha varato un piano strategico nazionale per la società dell’informazione il cui punto più qualificante è la creazione di competenze, l’investimento sulle risorse umane. Il paese ha, infatti, un numero crescente di diplomati, laureati e specializzati”. Concorda sulla scelta di dare priorità alla formazione anche un rappresentante del mondo imprenditoriale, El Sawy, presidente della società di telecomunicazioni EgyNet, che individua nell’innalzamento del livello di istruzione, nella giovane età media della popolazione (la maggioranza degli egiziani ha meno di 25 anni) e nella crescita di piccole e medie imprese i punti forza del paese. Non mancano, tuttavia, gli ostacoli. Per El Sawy le infrastrutture sono ancora deboli, la presenza dei monopoli pubblici è ancora ingombrante – anche se Telecom Egypt è in via di privatizzazione – e l’elevato tasso di disoccupazione e i bassi redditi frenano la diffusione dei computer. Il leader di EgyNet sottolinea, inoltre, l’enorme divario tra aree urbane e rurali: se in città esistono 213 linee telefoniche ogni mille abitanti, in campagna se ne contano appena 21 mentre dei 64 provider egiziani, 40 sono concentrati nelle zone cittadine e, in particolare, nella capitale. (gar)