Roma, 26 Gennaio 2001
Ore 16:32
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WWF rilancia le mucche italiane

Si chiamano piemontese, maremmana, chianina, romagnola, marchigiana, podolica e sono l'alternativa
sana e made in Italy alle mucche straniere da ingrassare o a quelle importate gia macellate. Il 'catalogo' dei bovini sicuri lo propone il Wwf, che lancia lo slogan: ''contro mucca pazza, ci vuole allevatore saggio''. Dal caso mucca pazza, secondo il presidente dell' associazione, Fulco Pratesi, ''e' necessario che gli allevatori colgano non solo il danno, ma anche l' insegnamento: occorre dunque superare gli allevamenti industriali in batteria con gli animali importati dalla Francia e dall' Irlanda ed ingrassati con mangimi a base di farine animali e riaffermare il valore delle razze italiane autoctone e la necessita' che i ruminanti mangino erba e cereali''. Tecnicamente, spiega il Wwf, ''e' possibile raddoppiare in un tempo medio breve il numero delle mucche tradizionali del Belpaese, garantendo non solo salute, ma anche il recupero di parti importantissime del nostro territorio''. Per arrivare a cio', agggiunge, ''basterebbe riaffermare la cosiddetta linea 'vacca-vitello', cioe' lasciare gli animali a pascolo semi brado e quindi un'alimentazione prevalentemente ad erba, con qualche integrazione di cereali e consentendo loro una riproduzione naturale mediamente attestata su un vitello l' anno. Riportando al pascolo gli animali nelle colline, nei fondo valle, nelle fasce montane medie si rallenterebbe anche lo spopolamento di certe aree marginali, favorendo una piccola economia molto diffusa''. Il Wwf chiede dunque al Governo di creare specifiche agevolazioni per sviluppare aziende che recuperino questa tipologia d' allevamento.
(Ansa)