Dietro le quinte : la struttura informatica e multimediale

Marco Marziali



L'iperfilm è stato progettato dal punto di vista informatico mediante una rappresentazione a rete di nodi interconnessi: un grafo.

L'Iperfilm ha una struttura dati che, seppure non univoca, deve consentire di memorizzare i legami tra un nodo (clip) e gli altri nodi filmici. La rappresentazione di questi legami in una struttura tradizionale è stata realizzata con un Database che mantiene in memoria per ogni record i dati relativi ad una lessia. Il record contiene gli elementi del nodo e dei nodi collegati con le informazioni relative al contesto. Ogni record contiene i testi, i titoli, il nome del filmato, i riferimenti ai record collegati con esso.

In ogni momento della visione di un particolare nodo/clip attraverso il database è possibile conoscere i nodi successivi da cui continuare la navigazione e questo può portare ad una serie virtualmente infinita di percorsi che portano alla costruzione di sequenze diverse.
La struttura del database che descrive il grafo di navigazione è stata implementata in un database Ms Access e può essere facilmente riprodotta su un qualsiasi database relazionale.





L'interazione database pagina web è stata realizzata con il linguaggio ASP. Dal punto di vista della programmazione il nucleo centrale dell'Iperfilm è costituito da una sola pagina ASP che riproduce la clip e ricostruisce dinamicamente i links di collegamento ai nodi successivi.

Tale impostazione dà una grande flessibilità al grafo di navigazione che, in linea di principio, potrebbe essere variato anche successivamente alla sua costruzione. La rete di nodi e collegamenti potrebbe essere aggiornata o variata secondo le preferenze sia dell'autore/costruttore della storia che del navigatore anche in tempi successivi alla sua realizzazione.

La struttura del grafo e la sua realizzazione con il database ha influenzato la modalità stessa della progettazione filmica e del montaggio. È stato infatti costruita una pagina web, visibile solo ai tre autori, per poter avere una visione di insieme del prodotto ed intervenire in tempo reale. Tale tipologia di intervento non era presente fin dall'inizio ma è nata nel processo sperimentale che ha portato all'iperfilm. In altri termini il percorso seguito non è stato interessante solo nella direzione di "inventare" un prodotto ed uno stile nuovi ma prodotto e tecnologia vi hanno costretto a pensare modi nuovi di progettare e lavorare.

La tecnologia streaming
La scelta della tecnologia streaming per la diffusione di IPERFILM risiede soprattutto nelle limitazioni della banda disponibile attualmente su Internet per la diffusione di contenuti audio/video.
Con gli attuali player in streaming è possibile generare sequenze filmate codificate che con le bande attualmente disponibili garantiscono una visione accettabile di un filmato.

Abbiamo dovuto far coesistere l'esigenza di massima destrutturazione delle clips - in base alla quale i filmati avrebbero potuto essere interrotti in ogni momento per variare il percorso di visione - con la necessità di segmentare la storia in elementi autonomi con una durata ( 30-120 secondi) tale da permettere al player video di effettuare il buffering e di avviarsi e di fornire al navigatore una quantità di informazione autonoma ed autoconsistente.
Nel nostro caso abbiamo ritenuto accettabile un periodo di latenza (tempo di buffering) dell'ordine di 5-10 secondi con una durata della clip dai 30 ai 120 secondi.

Dopo aver sperimentato le tecnologie di streaming più diffuse nel mercato, Real Player e Media Player, abbiamo optato per la seconda in quanto attualmente in forte fase di diffusione e free.
Bisogna comunque notare che dal punto di vista delle prestazioni entrambe le tecniche di compressione e diffusione ci avevano garantito prestazioni paragonabili.
Dopo una fase di sperimentazione dei parametri ottimali di codifica, abbiamo scelto i seguenti che garantiscono un migliore rapporto tra qualità di fruizione e garanzia di visione affidabile :
Windows Media Audio V7, 10 kbps, 11 kHz, mono per l'audio e Windows Media Video V7 per il video.
I parametri di codifica utilizzati sono sembrati ottimali per una banda compresa tra i 56 Kbps e 64Kbps e influenzano anche la grandezza dell'immagine del video da riprodurre.
Con l'avvento della larga banda sarà possibile sperimentare anche codifiche molto più performanti dal punto di vista della qualità e dell'ampiezza di immagine.

Dai filmati acquisiti, segmentati e rimontati in formato digitale si passa alla fase di codifica vera e propria con gli strumenti di compressione (encoders) specifici della piattaforma di streaming utilizzata.

Una volta compresse, tutte le clips vengono trasferite su un server che eroga servizi di streaming e verranno richiamate dalla pagina ASP di visione che può essere ospitata dallo stesso o da un qualsiasi server WEB che supporta la tecnologia ASP.



Sviluppi

Mi sembra molto promettente che dalla struttura di Iperfilm si possa realizzare un montaggio on-line, cioè la possibilità che sia lo spettatore stesso a montare le sequenze messe a disposizione secondo i propri gusti e la propria creatività.
In base alla struttura attuale di Iperfilm, questo può essere facilmente realizzato e potrebbe essere interessante costruire un laboratorio di montaggio on-line che ci consenta di vedere come, a partire dagli stessi materiali filmati, si possano costruire storie diverse da parte di "registi" diversi.

Sul fronte degli strumenti orientati alla didattica invece, credo che la costruzione di Iperfilm, possa essere sperimentata per realizzare "lezioni interattive", dove il fruitore può decidere in modalità ipertestuale l'approfondimento di determinati argomenti, nonché di costruire interattivamente la propria lezione online.