La psicologia di Internet
Complessità delle relazioni sociali nel
meta mondo della Rete
di Laura Massacra
A giudicare dalla ricca articolazione dell'analisi svolta da
Patricia Wallace, "La psicologia di Internet"
(Raffaello Cortina editore) appare come un nuovo, interessante
capitolo nella storia degli studi psicologici sulla formazione
della personalità sociale in relazione all'interazione con
nuovi mezzi di comunicazione.
Patricia Wallace, direttrice del Center for Knowledge and
information presso l'università del Maryland, negli Stati
Uniti, ha infatti alle spalle un lungo passato di studiosa delle
relazioni e dell'apprendimento.
Il libro riesce a descrivere la Rete come particolare
contesto di interazione sociale, mostrando le situazioni che
più frequentemente vengono riscontrate come problematiche e
danno adito ad una serie di interrogativi sulle potenzialità ed
i limiti di Internet quale strumento di comunicazione.
Internet, sostiene la Wallace, ha delle enormi potenzialità
non solo perché permette la trasmissione di messaggi orientati
ad un fine, alla soluzione di problemi o ad un progetto di tipo
razionale. La Rete, proprio in quanto potenziale canale
veicolare di una comunicazione emozionale, intenzionale ed
affettiva, ha la possibilità di diventare uno strumento
principe della comunicazione sociale, e sostituirsi a tutti gli
altri strumenti di comunicazione che, per un verso o per
l'altro, nel tempo hanno rivelato delle limitazioni costitutive
radicali.
L'originalità del pensiero della studiosa americana consiste
nel mostrare, attraverso la correlazione tra una simpatica
aneddotica acquisita sul campo ed una seria riflessione di tipo
scientifico, come proprio gli ostacoli offerti dal modo in cui
avviene la comunicazione in Rete, siano vettori di forme di
comunicazione nuove ed evolute. La limitata possibilità di
esprimere in chat o in e-mail tratti sovra segmentali presenti
in ogni conversazione come il tono della voce, l'interiezione o
l'orientamento dello sguardo ha spinto infatti il popolo della
Rete a sperimentare nuove forme di scrittura che si sono
sostituite largamente alla scrittura epistolare tradizionale.
Mentre in altri sistemi di comunicazione all'iniziale
libertà è corrisposta una assenza di innovazioni comunicative
la Rete, in virtù della sua peculiare natura, permette lo
sviluppo di differenti modi di comunicare e, quindi,
l'evoluzione dei modi di relazionarsi all'altro. Non solo.
Secondo la Wallace il mezzo è destinato a rivoluzionare il
concetto stesso di persona, la dove il meta mondo del Web viene
a costituire l'orizzonte unico ed imprescindibile di determinati
scambi affettivi e sociali.
Nonostante il credo fideistico nel potere delle scienze
sociali di imbrigliare nelle proprie maglie descrittive il
comportamento umano, la Wallace riesce a mantenere uno sguardo
di autentica neutralità osservativa analizzando gli aspetti del
cyber spazio come forieri di effetti sia positivi che negativi
sulla socialità umana.
Passando in rassegna vari aspetti dalla relazionalità umana
come l'amore, la seduzione, le dinamiche di gruppo nel
cyberspazio, la capacità di gestire conflitti sociali o di
esprimere sentimenti di altruismo, Patricia Wallace riesce a
tenere alta l'attenzione del lettore con una leggerezza ed una
ironia insospettabili per una seria ed appassionata studiosa,
quasi a voler mostrare, oltre che solo descrivere, la vitalità
e le enormi riserve di emozionalità che si agitano dietro le
relazioni in Rete. Come dire: mille cuori palpitano dietro i
pixel del Web.
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