I dati, la materia grezza della net.art

Secondo Alex Galloway, editore di Rizhome.org, la net.art è la forma di espressione privilegiata di una struttura sociale orizzontale e a rete

 

Cos'è la net.art, quando è nata e cosa la distingue dalle forme tradizionali d'arte?

L'arte Internet è un medium artistico specifico al contesto della Rete. Questo è il punto centrale. Si tratta di una grafica creata appositamente per l'ambiente Internet, che non può essere fruita, né esistere in nessun altro spazio. Allo stesso modo in cui i pittori usano l'olio o il carboncino e gli scultori usano il legno o il marmo, gli artisti che lavorano su Internet usano la Rete come materia grezza per fare arte.

Potrebbe indicarci la data e il luogo di nascita della net.art, anche se il dibattito è ancora aperto?

Per stabilire la nascita della net.art si devono ricordare due date importanti. Una è una sorta di nascita originale, spontanea, e la seconda rappresenta invece il segnale di un passaggio a una fase più commerciale e istituzionalizzata. La prima è il 1995. Forse è una leggenda, ma la storia racconta che un artista sloveno, Vuk Cosic, ricevette un'e-mail infetta. Tutte le parole erano alla rinfusa, ma al centro del messaggio stavano vicine l'una all'altra le parole "net" e "art", da cui l'espressione net.art. La seconda data fondamentale è il 25 gennaio dell'anno 2000, quando terminò "la guerra giocattolo", un gioco artistico internazionale al quale parteciparono molte centinaia di persone insieme al gruppo di artisti etoy. Lo scopo del gioco era aiutare etoy nel corso di un processo che si stava svolgendo in contemporanea.

Ci potrebbe parlare della natura internazionale e aperta di questo movimento artistico, della sua paternità sparpagliata, della caduta delle barriere che ha provocato?

La net.art ha avuto una natura internazionale fin dall'inizio proprio grazie alla posta elettronica e alla sua semplicità d'uso. Ci sono molti artisti in vari posti del mondo, in Europa, in Australia, in Asia, che appartengono a diverse liste di e-mail. La facilità di comunicare ha aperto le porte alla collaborazione, in un modo che non esiste in nessun altro medium artistico.
La cosa davvero interessante è che gli strumenti che usano i net.artisti per fare arte sono gli stessi che usano per parlare d'arte. Si fanno progetti d'arte sul web e nelle e-mail, che sono poi gli stessi strumenti utilizzati per comunicare. C'è una specie di perfetto equilibrio naturale, una sinergia tra la tecnologia che permette la collaborazione e questo spirito comunitario proprio della net.art.

Come e quando è stato fondato il progetto Rhizome?

Rhizome è stato fondato da Mark Tribe il 1° febbraio del 1966 e io ne sono entrato a far parte qualche mese dopo. Si tratta di un'organizzazione internazionale senza scopo di lucro che si occupa dell'arte dei nuovi media, dunque in particolare dell'arte Internet e di altri generi di arte digitale, l'arte che utilizza le tecnologie dei nuovi media.

Cosa fa, chi vi prende parte, cosa produce?

Rhizome ha 6.000 membri in oltre 75 paesi del mondo. Il suo scopo è di essere una specie di centro propulsore online per gli artisti e gli entusiasti interessati alla nuova arte mediatica. Fondamentalmente non abbiamo alcun tipo d'interesse a promuovere un'idea o una pubblicazione particolare, ma siamo un meccanismo che permette a persone diverse di comunicare, scambiarsi idee, discutere sulle proprie opere, commentare opere altrui, o anche scrivere saggi teorici.

Secondo lei, che cos'è un'interfaccia?

Un'interfaccia è una via di passaggio tra uno spettatore o un utente e i dati. Le interfacce sono incredibilmente importanti per gli artisti e per quelli che lavorano nei nuovi media, grazie all'importanza e all'ubiquità dei dati. Non c'è davvero altro modo per definirla. Molto del lavoro che gli artisti Internet stanno attualmente facendo è semplicemente di convertire i dati da un formato all'altro: convertire in testo un'immagine o convertire in immagine una pagina web. L'idea di interfacciare l'utente con i dati che vuole trovare è molto importante.

È per questo che i net.artisti lavorano tanto con le interfacce?

Allo stesso modo in cui un pittore usa l'olio o il carboncino, gli artisti che lavorano sul web usano i dati. È questa la materia grezza.

Molti net.artisti sostengono che disorientare ha un valore liberatorio. Secondo lei è vero? e fino a che punto?

Penso che disorientare abbia un valore liberatorio, nel senso che permette alla gente di liberarsi delle barriere o delle costrizioni delle istituzioni più tradizionali, come l'attuale mondo dell'arte o quello commerciale. L'esempio di Rhizome dimostra che la nostra organizzazione o la nostra comunità ha una struttura orizzontale o a rete, assolutamente opposta a una struttura verticistica o gerarchica. Quindi il disorientamento non va visto in termini di caos o confusione, ma semplicemente come un passo verso un'esperienza nel network più egualitaria o orientata verso la comunità.

Qual è la sua posizione nel dibattito acceso riguardante la facilità d'uso di Internet? Quale dovrebbe essere il limite tra il rendere la Rete usabile e farne un nuovo mezzo di espressione e creatività?

Non è facile rispondere. Bisogna tener presenti due cose: una è che Internet negli ultimi due o tre anni è diventata sempre più commerciale. Nello stesso tempo, però, la tecnologia fisica che sta sotto è incredibilmente potente. La Rete non è come i vecchi media, perché non può e non vuole proibire nessuna espressione. Il nascere delle voci e degli interessi commerciali su Internet non ha eliminato le tantissime altre voci. Penso che in realtà è solo questione di cosa vogliono gli utenti. Se vogliono visitare un sito commerciale o guardare le strisce pubblicitarie, è una loro scelta. Ma se vogliono visitare qualche sorta di angolo buio su Internet, quell' angolo è a sua volta disponibile, vivo e stimolante.


Alex Galloway

Moderatore ed editor di Rhizome, il più grande network internazionale dedicato alla net.art, Alex Galloway ha una formazione sia umanistica che informatica. Laureato in Cultura Moderna e Media presso la Brown University, sta attualmente svolgendo un Phd in Lettere alla Duke University. Ha pubblicato una serie di lavori teorici sulle tecnologie digitali e ha tenuto seminari e conferenze sull'arte e i nuovi media sia negli Stati Uniti che in Europa. Sta editando il libro di prossima uscita RHIZOME: Net, Art, Culture.
Ha lavorato a molti progetti di net.art. In particolare ha realizzato delle interfacce per una mappatura originale dei database: Every Image, un salvaschermo che utilizza l'archivio di Rhizome; StarryNight, un cielo notturno in cui le stelle si ingrandiscono quanto più un file viene consultato.
Recentemente è stato tra i curatori della mostra online Some of My Favourite Web Sites Are Art. Attualmente sta realizzando un progetto chiamato Carnivore - dal software dell'FBI con lo stesso nome - che utilizza la tecnologia del "packet sniffing" (intercettazione di dati) per generare vivide rappresentazioni.