Università più vicina allo sviluppo della personalità.
Gardner "Sempre più possibile con le nuove
tecnologie"
Lo psicologo statunitense spiega come le
nuove tecnologie supportino una formazione 'a misura di
personalità'
Di Laura Massacra
Con il riordino dei cicli scolastici e la riforma
universitaria è salita alla ribalta l'esigenza -sempre
dibattuta, mai soddisfatta- di una scuola che renda possibile
una formazione al passo coi tempi. Una formazione che sia in
accordo con le mutevoli richieste del mercato del lavoro e che
esprima un certa flessibilità in accordo con le esigenze di
formazione individuale. Una scuola, insomma, fatta 'a misura di
studente'.
In questa prospettiva alcune facoltà italiane hanno
presentato dei progetti di corsi di laurea che prevedono la
possibilità di seguire lezioni presso facoltà esterne. In
questo modo, accanto ad un troncone didattico che offre un
percorso di tipo tradizionale, lo studente avrebbe la
possibilità di costruire creativamente il suo profilo e le sue
conoscenze integrandolo con rami didattici eterogenei rispetto
al corso di laurea di partenza. L'integrazione crescente di
saperi 'umanistici' e saperi di tipo scientifico attuabile
secondo il modello di 'formazione aperta e flessibile'
presenterebbe così un doppio pregio: personalizzare la
formazione in accordo con le proprie inclinazioni e rispondere
con più efficacia alle richieste professionali in un mercato
che tende sempre più allo sviluppo di strumenti creativi e
originali per la risoluzione dei problemi in ogni campo.
A questo riguardo Howard Gardner, professore di psicologia
all'Università di Harvard, nonché uno dei precursori teorici
nello studio della varietà delle intelligenze umane,
(conosciuto soprattutto per la sua teoria delle intelligenze
multiple) suggerisce nuovi scenari didattici per coltivare le
doti di ciascuno studente.
"Ci sono almeno altre sei intelligenze, incluse quella
musicale, quella cinestesica corporea, che è l'intelligenza del
ballerino, dell'atleta, dell'artigiano, dell'attore; due tipi di
intelligenza personale, che consiste nella comprensione delle
altre persone, come esse lavorano, come motivarle, come andare
d'accordo con loro; l'intelligenza interpersonale, che consiste
nella comprensione di se stessi, di chi si è, di cosa si cerca
di raggiungere, di quello che si può fare per avere maggiore
successo nella propria vita. Recentemente ho aggiunto una nuova
intelligenza chiamata "intelligenza naturalistica",
che consiste nella capacità di riconoscere diversi oggetti
nella natura: esseri viventi, piante, animali, e anche altre
cose in natura come le rocce, o nuvole o tipi diversi di
tempo"
convinto sostenitore della non riducibilità della varie
forma intellettive ad un'unica logica Gardner ritiene che queste
intelligenze si combinino in modo diverso in ogni persona.
"Qualcuno è più forte nell'intelligenza linguistica,
qualcuno in quella spaziale" ci dice lo psicologo e, dato
che ogni singolo avrà attitudini e disposizioni differenti, il
tipo di formazione didattica dovrà avere un livello di
personalizzazione molto elevato.
"Proprio perché non possiamo trattare tutti come se
fossero uguali, dobbiamo cercare di capire le intelligenze dei
bambini e personalizzare, individualizzare l'educazione il più
possibile. In questo senso si può insegnare in molti modi, e si
può anche stimare o valutare in molti modi ciò che lo studente
sta imparando".
È proprio in accordo con questa prospettiva psicologica che
prende piede il ruolo predominante delle nuove tecnologie nella
misura in cui possono offrire molti modi di studiare e
padroneggiare il materiale didattico.
"Ogni intelligenza tradizionalmente fa notare Gardner-
impiega diverse tecnologie. Un'intelligenza linguistica comporta
la semplice tecnica della penna, del libro, del microfono;
l'intelligenza logica e matematica implica la tecnologia del
pallottoliere, della calcolatrice oppure dal computer;
l'intelligenza musicale ha a che fare con gli strumenti, i
sintetizzatori e così via"
Se è chiara, dunque, la relazione tra la tecnologia e ogni
tipo di intelligenza, ci si chiederà che funzione esplicano i
computer e la Rete. Nonostante Gardner accordi alla tecnologia
un alto valore meramente strumentale, giudica positivamente il
ruolo dei computer nella formazione educativa.
"la tecnologia -ci dice- è solo uno strumento, niente
di meno e niente di più. Ho una penna qui. Essa è uno
strumento. Posso usare la penna per scrivere un sonetto, come
Shakespare o Dante. Allo stesso modo i computer possono essere
usati per manipolare le persone o per liberarle, i computer
possono essere usati per insegnare alla gente nello stesso
noioso modo rigoroso in cui si è insegnato per moltissimi anni,
o possono essere usati per insegnare in modi molto nuovi.
Ovviamente, mi piacerebbe che le tecnologie venissero usate nei
modi che liberano gli individui, che consentissero loro un
maggiore accesso alle cose rispetto al passato".
Strumento liberatorio o persecutorio, come tutte le forme
mediatiche che acquistano un potere in virtù della capacità di
diffondere o permettere l'esplicazione di differenti contenuti,
la tecnologia si colora, secondo Gardner, di grandi
potenzialità per quanto riguarda l'educazione.
"Dalla mia prospettiva, la più grande promessa della
tecnologia è quella di individualizzare l'educazione. Se un
insegnante ha 30 o 40 studenti e non ha a disposizione alcuna
tecnologia, non ha molta scelta: lui o lei deve leggere o dare a
tutti lo stesso compito. Ma se, per esempio, un insegnante ha 30
o 40 studenti, ma ciascuno studente possiede il proprio computer
con il CD ROM o il video disk player, allora, l'insegnante può
insegnare le frazioni in un modo ad uno studente e in un altro
modo ad un altro studente, e può altresì offrire allo studente
vari modi di mostrare ciò che capisce. Così la tecnologia
mantiene la promessa di personalizzare ed individualizzare
l'educazione molto più che nel passato".
Perché questo modo di intendere l'educazione ha oggi una
così grande importanza?
"Perché -afferma Gardner- tradizionalmente,
l'educazione è stata un segno di selezione. Il riconoscimento
veniva accordato a chi riusciva in una attività di
omologazione. Se noi individualizziamo o personalizziamo
l'educazione, invece, ognuno potrà affermarsi in forza delle
proprie potenzialità, e non si costringeranno le persone a
rispettare un certo prototipo"
Se l'utilizzo delle nuove tecnologie rappresenta dunque un
passo in avanti per il potenziamento delle disposizioni
individuali, il progetto di una scuola sempre più flessibile ed
aperta alla auto costruzione delle proprie conoscenze
rispecchia, inoltre, la risposta ad una democratizzazione dei
processi sociali. Là dove, per processo democratico, si intenda
un sistema di garanzie che preservi la collettività dalla
omologazione e che tutela i gruppi ed i singoli nel sostegno
delle proprie caratteristiche peculiari.
Il testo integrale dell'intervista ad Howard Gardner è
reperibile all'indirizzo http://www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=157&tab=int
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